Anoressia come riconoscerla

Anoressia, come riconoscerla? L’anoressia è un disturbo appartenente ai disturbi del comportamento alimentare (DCA), insieme alla bulimia e il disturbo da binge - eating. Questo disturbo alimentare è caratterizzato da una percezione distorta di sé e della propria immagine, che viene espressa dalla paura di prendere peso e di ingrassare.

Psicologa e Psicoterapeuta Stefania PuchettiPsicologa e Psicoterapeuta Stefania Puchetti 16 Giugno 2021
anoressia come riconoscerla

La persona che soffre di anoressia nervosa è eccessivamente preoccupata per il suo peso corporeo per cui mette in atto comportamenti di controllo e restrizione nella sua alimentazione e nella sua dieta finalizzate a dimagrire sempre di più: si vede sempre più grassa di quanto sia realmente e via via riduce sempre di più la quantità (e la qualità) dei cibi che assume per raggiungere l’obiettivo della perdita di peso.
Nell’anoressia sono centrali l’insoddisfazione del proprio aspetto e l’ostinata ricerca della magrezza e della perfezione corporea che tuttavia non si raggiungerà mai, perché non si otterrà mai il peso ideale che la soddisfi.
Da un punto di vista psicologico, quindi, la persona che soffre di anoressia presenta un carente sviluppo del Sé, distorsione dello schema corporeo, dell’autostima, dell’identità personale: si sente inadeguata, impotente, perfezionista, timorosa di compiere errori e molto sensibile alle critiche degli altri dai quali cerca costante approvazione.

La grande perdita di peso che accompagna il disturbo anoressico può causare molti problemi fisici e di salute e disturbi psicologici.

Chi colpisce l’anoressia?

Statisticamente l’anoressia nervosa sembra essere una malattia che interessa prevalentemente il sesso femminile, ma ultimamente coinvolge sempre più spesso anche maschi.
Negli anni passati colpiva prevalentemente la prima età adulta o l’adolescenza tuttavia, a causa delle ripercussioni che la pandemia da Covid-19 ha avuto sui giovani nel 2019-2021, si è verificato un abbassamento dell’età di insorgenza e ad essere interessata è anche la fascia 10-13 anni; questo abbassamento dell’età di insorgenza della patologia ha delle gravi conseguenze, dal momento che i tessuti come le ossa e il sistema nervoso centrale non hanno ancora raggiunto una piena maturazione e le conseguenze fisiche e psicologiche della malnutrizione sono molto più gravi.

Quali sono i sintomi dell’anoressia?

I sintomi principali dell’anoressia, utili per riconoscerla per tempo, sono:

  • rifiuto di mantenere un peso adatto all’età e all’altezza
  • paura di aumentare di peso o di essere grassi anche quando il peso è già al di sotto dei livelli minimi raccomandati
  • percezione distorta del proprio corpo, sia per peso che per proporzioni
  • nel caso di donne, assenza di almeno tre cicli mestruali; negli uomini possono apparire stipsi o dolori addominali
  • eccessiva attenzione e preoccupazione per il contenuto calorico del cibo e la sua preparazione
  • sensazione di freddo costante
  • mangiare sempre meno
  • uso di diversi trucchi per evitare di mangiare (“ho mangiato fuori”, “mangerò più tardi”, “ho mal di pancia”) o per eliminare le calorie assunte (utilizzo di lassativi, vomito)
  • aumento dell’attività sportiva e dell’esercizio fisico, iperattività
  • stati di depressione, irritabilità o cambi improvvisi di umore

I sintomi fisiologici, conseguenti all’anoressia, possono essere:

  • riduzione dei battiti cardiaci
  • aritmie che possono causare un infarto
  • bassa pressione
  • anemia
  • amenorrea
  • comparsa di una peluria sottile e lunga su spalle, avambracci, cosce o guance
  • stipsi cronica
  • pelle secca e disidratata
  • unghie rotte

Cosa fare?

Le disfunzioni alimentari diventano spesso delle vere e proprie dipendenze dalle quali la persona difficilmente riesce a uscire da sola.
È importante chiedere aiuto e non provare vergogna verso la propria condizione.
Dopo la diagnosi, il trattamento dovrebbe essere il più tempestivo possibile, perché i disordini alimentari mettono a serio rischio la vita del paziente. Attraverso una costante e regolare psicoterapia è possibile lavorare sulla risoluzione del disagio con l’obiettivo di raggiungere un senso di maggior benessere personale.
Quando l’anoressia è conclamata, tappa fondamentale del processo di guarigione è il recupero del peso corporeo ideale per la sua età.
Per raggiungere questo obiettivo, quindi, è importante il supporto di un’equipe multidisciplinare attraverso interventi di psico-educazione alimentare (equipe formata da medico, nutrizionista, psicologo e psichiatra), il cui scopo è accompagnare il paziente ad essere consapevole che alcuni dei suoi sintomi (sentire freddo, irritabilità, ossessività) on rappresentano la sua personalità ma sono la conseguenza del sottopeso e, quindi, possono scomparire con la normalizzazione del peso.

Esistono centri specializzati per il trattamento e la cura dei casi più gravi, dove l’esperienza terapeutica vede l’associazione in parallelo del percorso psicoterapeutico con una terapia farmacologica e medica.

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