Disturbo specifico dell’apprendimento (DSA)

Definizione di DSA

Il disturbo specifico di apprendimento (DSA) è un deficit o un danno neurobiologico che rende difficile l’acquisizione di alcuni automatismi legati a specifiche abilità scolastiche e che compromette, di conseguenza, le capacità di apprendimento e rendimento scolastico dell’alunno. Si tratta di disturbi non riconducibili a un ritardo cognitivo o a difficoltà emotive.

Psicologa e Psicoterapeuta Ribaldone AlicePsicologa e Psicoterapeuta Ribaldone Alice 07 Marzo 2021
disturbo specifico dell'apprendimento

Cosa intendiamo con “disturbi specifici”?

La principale caratteristica dei DSA consiste nella “specificità”, cioè il fatto che tale disturbo sia riferito a problemi su un dominio specifico di abilità (lettura, scrittura o calcolo) in modo significativo ma circoscritto, lasciando quindi intatto il funzionamento intellettivo generale.

Si tratta di una problematica resistente al trattamento e all’automatizzazione, in quanto le difficoltà possono ridursi ma non estinguersi, l’abilità specifica resta carente, anche se è possibile ottenere buone prestazioni con il potenziamento e l’utilizzo di metodi educativi specifici ed efficaci. A tal scopo sono indispensabili gli strumenti compensativi e le misure dispensative per permettere allo studente di ottenere prestazioni adeguate ed evitare che il disturbo comporti insuccesso scolastico e gravi ricadute personali.

Un DSA si differenzia da una difficoltà di apprendimento: essa può riguardare difficoltà relazionali, emotive e motivazionali, può inoltre manifestarsi in momenti diversi della crescita ed è una condizione temporanea.

La diagnosi del disturbo specifico dell’apprendimento deve essere eseguita da un professionista attraverso una valutazione oggettiva delle abilità scolastiche del bambino, normalmente si effettua una valutazione neuropsicologica .

DSA: quali sono

All’interno dei disturbi specifici dell’apprendimento vengono distinte, sulla base dell’abilità interessata dal disturbo, le seguenti condizioni cliniche:

  • Dislessia (disturbo nella lettura): si manifesta con una difficoltà a leggere correttamente e rapidamente;
  • Disortografia (disturbo nella scrittura): riguarda difficoltà a scrivere in modo corretto da un punto di vista ortografico;
  • Disgrafia (disturbo nella grafia): si riferisce alla difficoltà a scrivere in modo leggibile, fluido e veloce;
  • Discalculia (disturbo nelle abilità di numero e di calcolo): si manifesta con una difficoltà a comprendere e utilizzare i numeri per eseguire i calcoli.

Trattamento dei DSA

Una volta ottenuta e certificata la diagnosi di DSA, il trattamento sarà mirato alla risoluzione del deficit specifico attraverso sedute mirate a migliorare le competenze dove l’alunno risulti carente.
Può essere utile cercare i punti di forza dello studente attraverso una valutazione neuropsicologica del suo funzionamento cognitivo generale, come potrebbe essere necessario intervenire, attraverso un percorso educativo su misura che andrà applicato sia a scuola sia a casa, su tutte quelle problematiche sociali e comportamentali che possono conseguire al disturbo.

Esistono anche terapie specifiche a sostegno alla genitorialità, spesso coinvolti in prima persona in termini di tempo ed energie, al fine di accompagnarli in una gestione del problema il più serena possibile.

DSA: il ruolo degli insegnanti

Oltre ai genitori, è frequente che siano anche gli insegnanti ad accorgersi di deficit importanti nell’apprendimento del bambino, magari durante una lezione o lo svolgimento di un compito.

Esistono delle strategie didattiche da utilizzare con lo studente con deficit specifico dell’apprendimento che sono diverse da quelle che vengono di norma utilizzate con il resto della classe. È importante rivolgersi a specialisti e informarsi per trattare il disturbo con tutta la delicatezza e l’attenzione che esso richiede.

Aspetti legali dei DSA

Il bambino con DSA a scuola, come previsto dal DM 5669 del 12 luglio 2011, ha diritto a una riduzione legale del carico di lavoro, vale a dire che deve fare meno compiti, sia in classe sia a casa. Questo perché il bambino affetto da questo disturbo farà più fatica rispetto ai suoi compagni a eseguire lo stesso esercizio e perché, nel suo tempo libero, sarà spesso occupato a seguire con costanza una terapia di potenziamento delle proprie abilità.

Anche i genitori dei bambini affetti da disturbo specifico dell’apprendimento certificato hanno diritto, attraverso i CCNL dei propri contratti di lavoro e con la garanzia della Legge n.170 del 2010, a usufruire di orari di lavoro flessibili fino al termine del primo ciclo d’istruzione (scuola secondaria di primo grado), quando vi sia necessità di assistenza nelle attività scolastiche o per accompagnare i figli a visite specialistiche.

Le sedute sono naturalmente deducibili come spesa sanitaria, così come è possibile ottenere agevolazioni su tutte quelle spese che riguardino il miglioramento della qualità di vita del bambino, come l’acquisto di sussidi informatici.

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