Natale triste

Natale triste è una sensazione di profonda tristezza che può emergere in quei momenti dell’anno che normalmente associamo a qualcosa di positivo, come il periodo estivo o natalizio, ma che in realtà possono essere difficili da affrontare dal punto di vista psicologico: in psicologia per riferirsi a questo fenomeno si parla di stress da vacanze.

Psicologa e Psicoterapeuta Stefania PuchettiPsicologa e Psicoterapeuta Stefania Puchetti 23 Dicembre 2021
Natale triste

Questo succede perché questi periodi dell’anno rappresentano dei momenti in cui rallentiamo un po’ i ritmi, gli impegni diminuiscono e abbiamo, di solito, più tempo per pensare e riflettere su noi stessi. In particolare, le vacanze natalizie e Capodanno rappresentano dei momenti che possono essere molto difficili da affrontare anche se dovrebbero essere occasioni di festa e serenità. Spesso proprio in queste occasioni facciamo una specie di bilancio di quello che abbiamo già raggiunto, di quello che volevamo raggiungere e di quello che ancora non siamo riusciti a raggiungere e che, magari, temiamo di non riuscire a raggiungere.

Perché il Natale mi rende triste?

Capita che il Natale porti alcune persone a sentirsi particolarmente tristi ed angosciate, in preda a sensazioni molto negative che possono arrivare a raggiungere situazioni più gravi come la depressione, tant’è che si parla proprio di Christmas Blues. È un fenomeno che può riguardare tutte le feste in generale, ma sicuramente le feste natalizie possono essere più difficili da gestire perché di solito sono accompagnate da un aumento di impegni sociali e di occasioni per riunirsi con la propria famiglia e i propri amici, che non per tutti possono essere sinonimo di spensieratezza e serenità. Questi incontri, infatti, possono causare l’emergere di tensioni e problemi preesistenti ma che durante il resto dell’anno con gli impegni quotidiani restano più “dormienti”. Ciò ovviamente vale soprattutto per le famiglie separate, per le persone sole, gli anziani, per chi soffre di problemi di salute, per chi sta affrontando una situazione problematica dal punto di vista sentimentale o professionale o per chi sta vivendo lutto. In particolare, questi ultimi due anni di pandemia hanno messo a dura prova le relazioni, le nostre capacità di adattamento e di cambiamento e ci hanno costretto a vivere esperienze legate alla malattia e alla perdita. Quindi forse ancora di più quest’anno, rischiamo di vivere un Natale ancora più difficile e il periodo delle feste rischia di amplificare i sentimenti negativi, il malessere psicologico e i pensieri poco ottimisti. I sintomi più frequenti possono essere sentimenti di malinconia e tristezza, inappetenza, mal di testa, disturbi connessi alla qualità e alla quantità del sonno, disturbi d’ansia e attacchi di ansia e panico. Questi sono anche i sintomi tipici del disturbo depressivo anche se in questo caso non stiamo parlando di una vera e propria patologia clinica, ma di uno stato di malessere che emerge solamente durante questo periodo. Si potrebbe definire una specie di “depressione sociale” poiché è legata a relazioni non sicure che portano ad infelicità, tristezza, sentimenti di esclusione e non accettazione.

Perché si odia il Natale?

Il periodo natalizio è, inoltre, caratterizzato da un’euforia generalizzata, alimentata dalle luminarie, dalle canzoni e dagli addobbi natalizi, che possono farci sentire quasi “in obbligo” di essere felici. Può innescarsi allora una situazione emotiva opposta: aumenta lo stress ed emerge l’ansia; spesso si tratta di un’ansia da prestazione, legata al voler “fare bella figura” in particolare con quei parenti con cui non si ha molta confidenza e che si incontrano solo in occasione di queste feste comandate. Ciò vale soprattutto per quelle persone che investono emotivamente molto sul Natale, anche attraverso la corsa sfrenata ai doni per amici e parenti. Molte persone arrivano, quindi, ad odiare il Natale e tutto ciò che rappresenta perché è vissuto come una forzatura, un qualcosa che si deve fare.
È importante tornare al reale valore di questa festività basato sull’affetto e sull’amicizia e non fondarla sul bisogno di cercare qualcosa che manca in modo compulsivo. Il Natale è la festa che in qualche modo è come se ci riportasse ad essere un po’ bambini e che così facendo ci facesse sperare nel suo potere magico di cancellare in un solo colpo le nostre frustrazioni facendoci sentire meno abbandonati.

Che senso ha festeggiare il Natale?

Quante volte ci è capitato di pensare “Faccio il regalo a quell’amico perché poi se lo ricevo da parte sua che figura faccio?” oppure “Al pranzo del 25 dobbiamo chiamare anche gli zii perché il Natale si festeggia in famiglia”. Spesso ci sentiamo costretti ad adempiere a dei compiti legati alle tradizioni natalizie perdendo completamente di vista quello che dovrebbe essere il vero senso di questa festa. Natale letteralmente significa “nascita” e, senza entrare in ambito religioso, può essere considerato come la nascita di qualsiasi cosa che per noi sia importante. Inoltre, il Natale simboleggia la gioia dell’attesa, il senso del dono, la condivisione, lo stare insieme alle persone che amiamo e il valore delle cose semplici.
I regali è meglio farli se sentiamo realmente il desiderio di donare qualcosa ad una persona e sceglierli in rapporto ad essa, tenendo presente che un piccolo pensiero ben curato e scelto con il cuore sarà certamente più apprezzato di un oggetto donato senza sentimento. Non è importante il valore in denaro dei regali oppure il mangiare insieme a quei parenti che non si conoscono e che non ci conoscono, ciò che conta è la qualità del tempo passato insieme alle persone che realmente fanno parte della nostra vita e che ci fanno stare bene. È questo il vero senso del festeggiare il Natale, viverlo come una cosa costruita è proprio l’opposto rispetto al suo significato più autentico.

Cosa fare per non passare un Natale triste?

Proviamo a vedere insieme cosa possiamo fare per non passare un triste Natale. Una tecnica per affrontare questo periodo potrebbe essere quella di dedicare maggiore priorità a se stessi e ai propri spazi ed interessi proprio perchè il Natale dovrebbe donare a tutti un po’ di felicità e serenità. Se non siamo felici e sereni prima di tutto noi stessi come possiamo essere felici e sereni con gli altri?

Ecco alcuni consigli per superare le feste (o sopravvivere ad esse):

  • Essere consapevole ed accettare sentimenti tristi ed emozioni spiacevoli, accettando il fatto che si sta attraversando un momento di difficoltà e ricordandosi che sentirsi tristi ed in ansia a volte è del tutto normale, poiché è una reazione diffusa che non deve far sentire nessuno inadeguato.
  • Ridefinire il proprio “Natale ideale”, concentrandoci sugli aspetti che davvero ci rendono felici, che sono diversi per ciascuno: avere l’occasione di stare con gli affetti più cari, pensare a una sorpresa per una persona speciale, dare sfogo alla fantasia realizzando decorazioni fatte in casa o sperimentando una nuova ricetta oppure semplicemente prendersi del tempo per stare bene con se stessi. Il Natale perfetto non esiste, ciascuno di noi può costruire la versione migliore per sé.
  • Essere grati per ciò che si è e si ha, allenandosi a provare gratitudine. Spesso, infatti, la felicità è legata al modo in cui noi viviamo e interpretiamo ciò che ci accade piuttosto che alla realtà degli eventi che viviamo. Il Natale, quindi, può essere una buona occasione per sforzarci di riconoscere, al di là degli obblighi e delle convenzioni sociali, ciò che c’è di buono nella nostra vita e per imparare a gioire di ciò che abbiamo, invece che a disperarci per ciò che vorremmo avere.
  • Circondarsi di relazioni e persone che fanno stare bene perché il benessere che deriva dalle relazioni sociali non è legato all’avere molti contatti ma alla qualità delle relazioni che permettono di sentirsi accettati; per sentirsi meno giù di morale e scongiurare il rischio di uno stato di depressione a Natale, quindi, potrebbe essere utile dedicare un po’ di tempo alle relazioni che ci fanno stare bene o a chi, tra i nostri conoscenti, forse si potrebbe sentire molto gratificato nell’accorgersi che vi ricordate di lui, anche solo con una telefonata che lo faccia sentire meno solo.

Di solito la “Depressione Natalizia” è una problematica che emerge in questo periodo di festa e, normalmente, scompare con la ripresa delle abitudini di tutti i giorni. Tuttavia, se la situazione diventa troppo difficile da gestire in autonomia, tuttavia, e il vostro malessere interferisce con la quotidianità è importante chiedere aiuto e rivolgersi ad uno psicologo o psicoterapeuta per avere un sostegno psicologico o iniziare una psicoterapia.

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