Depressione stagionale

Il primo medico a parlare di depressione stagionale o disturbo affettivo stagionale fu Norman Rosenthal nella metà degli anni ’80. Lui stesso, essendosi trasferito negli Stati Uniti dal Sud Africa, notò che durante i mesi invernali si sentiva depresso e molto meno produttivo, per poi tornare alla normalità nei mesi caldi. Iniziò a studiare i fattori che influivano sulla sua condizione, arrivando alla conclusione che la melatonina e il ciclo sonno-veglia posso essere i fattori scatenanti di questa patologia.

Psicologa e Psicoterapeuta Stefania PuchettiPsicologa e Psicoterapeuta Stefania Puchetti 25 Aprile 2022
depressione stagionale

Le esperienze che viviamo nella nostra vita ci portano ad avere delle reazioni, che siano fisiche o emotive. E può succedere che alcune esperienze vissute in modo doloroso e spiacevole possano condurci a sperimentare sentimenti di smarrimento, disperazione e senso di impotenza.
Quando la nostra reazione ad un evento stressante è caratterizzata da un profondo malessere viene definita reazione “depressiva” e, nello specifico, depressione reattiva.
Prima di andare avanti occorre fare una precisazione.

Che cosa è la depressione reattiva?

La depressione reattiva, è una forma specifica di depressione connessa ad un evento particolare, identificabile e circoscrivibile, che viene vissuto dalla persona come fortemente stressante e complesso da affrontare.
La presenza di un evento connesso al vissuto emotivo sperimentato dalla persona, quindi, rende la depressione reattiva differente dal disturbo depressivo, nel quale non è presente un evento scatenante specifico.

Cos’è la depressione stagionale?

Che cos’è il disturbo affettivo stagionale?
La depressione stagionale, o disturbo affettivo stagionale, quindi, è una forma di depressione reattiva.
Gli inglesi la chiamano SAD (acronimo di Seasonal Affective Disorder), giocando sul significato di “sad”, che significa appunto “triste”.

Quali sono i mesi della depressione?

La depressione stagionale sembrerebbe essere più frequente nei mesi autunnali e invernali, in corrispondenza di una minore luce solare, e i cambiamenti umorali sembrerebbero migliorare con l’arrivo della primavera.

Perché il cambio di stagione influisce sull’umore?

Il nostro cervello produce diversi neurotrasmettitori che ci aiutano a regolare l’umore, le emozioni ed altri processi corporei; uno squilibrio di questi neurotrasmettitori, in eccesso o in difetto, quindi, può alterare il nostro umore e il nostro benessere.
Da un punto di vista fisiologico, la SAD è stata correlata ad uno squilibrio biochimico nel nostro cervello causato da ore diurne più brevi e meno luce solare in inverno.
Gli esperti, infatti, ritengono che la depressione invernale sia correlata, in parte, sia ad un calo della serotonina, neurotrasmettitore tipicamente prodotto dopo l’esposizione alla luce naturale, sia ad un aumento della melatonina, che può far sentire il soggetto più stanco e letargico del solito.
La depressione invernale, infatti, è per questo più comune nei paesi lontani dall’equatore, dove ci sono meno ore di luce durante l’inverno (come in Italia) o durante tutto l’anno (come i paesi del nord Europa).

Quanto dura la depressione stagionale?

Il decorso della depressione reattiva, per cui anche di quella stagionale, non è uguale per tutti, per cui non è possibile quindi stabilire a priori una durata univoca: in alcuni casi i sintomi regrediscono in poco tempo, mentre in altri possono durare anche per anni.
Il fatto che la caratteristica principale della depressione stagionale sia il suo legame con i cambiamenti stagionali porterebbe a far presupporre che “svanisca” con il modificarsi delle stagioni, ma non è detto che sia sempre e per tutti così.

Quali sono i sintomi del cambio di stagione?

Quali sono i primi sintomi di una depressione?
La depressione stagionale non è una semplice malinconia invernale. I suoi sintomi possono essere dolorosi e opprimenti arrivando ad interferire con il nostro funzionamento quotidiano. Essi possono includere:

  • un umore generale basso, con persistenti sentimenti di tristezza e disperazione
  • meno o nessun interesse per le solite attività
  • difficoltà a trovare la motivazione per la routine quotidiana
  • cambiamenti di energia, tra cui letargia o irrequietezza
  • insonnia e altri disturbi del sonno
  • difficoltà a concentrarsi o a ricordare le informazioni
  • mancanza di appetito
  • perdita di peso
  • agitazione o irritabilità insolita
  • sentimenti di rabbia o aggressività
  • pensieri di morte, morte o suicidio.
    • Perché la primavera porta ansia?

      Tuttavia, la depressione stagionale non compare soltanto nei mesi autunnali e invernali, ma può verificarsi anche che i cambiamenti dell’umore inizino all’arrivo della primavera e persistano fino all’estate.
      Se la depressione “invernale” è connessa alla diminuzione della luce solare, quella “primaverile” da cosa dipende, dato che in questa stagione le giornate si allungano?

      La depressione stagionale primaverile, meno comune di quella invernale quindi anche meno approfondita dagli esperti, sembrerebbe essere connessa ad alcuni fattori, quali:

      • Aumento della luce diurna e del calore: l’aumento della luce solare porterebbe ad un’alterazione del tipico ciclo sonno-veglia, rendendo più difficile ottenere la quantità di sonno necessaria per una salute e un benessere ottimali: le luminose giornate di sole, quindi, potrebbero lasciare il cervello in allerta, rendendo difficile rilassarsi; la luminosità e il calore potrebbero, quindi, fare sentire la persona triste e demotivata e causare una maggiore irrequietezza e irritabilità.
      • Squilibri nelle sostanze chimiche del cervello: la depressione primaverile sembra seguire lo schema inverso rispetto alla depressione invernale, per cui l’improvviso aumento della luce solare indurrebbe il corpo a produrre meno melatonina, per cui la persona dormirebbe meno del necessario e, come abbiamo detto prima, la mancanza di sonno può contribuire o peggiorare i sintomi della depressione; allo stesso tempo, i livelli di serotonina nel corpo aumenterebbero come risposta naturale di giornate più lunghe e clima più soleggiato, e, come abbiamo detto prima, anche una quantità eccessiva potrebbe contribuire a problemi di salute mentale, incluso il disturbo d’ansia. Quindi, un eccesso di serotonina unito alla mancanza di sonno potrebbe contribuire a sentimenti di irritabilità e irrequietezza, insieme ad un abbassamento dell’umore.
      • Sensibilità ai pollini: le allergie stagionali, infatti, oltre a farci sentire congestionati, intontiti e infelici, potrebbero favorire anche la depressione.

      Come superare la depressione stagionale?

      La depressione stagionale può essere affrontata e superata attraverso diversi modi; ecco alcune strategie utili:

      • dormire bene: la mancanza di sonno può avere un impatto importante sui sintomi della depressione reattiva;
      • fare attività fisica: l’esercizio fisico regolare non solo può aiutare ad alleviare lo stress e i sintomi di depressione e ansia, ma può anche portare a un sonno migliore;
      • provare la meditazione o tenere un diario: sono attività che aiutano a identificare e accettare emozioni difficili o indesiderate, compresi i sentimenti di depressione;
      • mantenere una routine: un programma di lavoro o scolastico che cambia in corrispondenza dei cambi di stagione può farci sentire letargici, demotivati e in sospeso; creare una routine quotidiana che equilibri le faccende domestiche, le attività dirette agli obiettivi di nuove abilità e le attività divertenti può aiutare a rendere la vita quotidiana più strutturata e soddisfacente;
      • seguire una dieta equilibrata: la mancanza di appetito è piuttosto comune con la depressione primaverile o invernale, ma non assumere i giusti nutrienti può rendere irritabili, meno concentrati e produttivi.

      Se questi suggerimenti non dovessero aiutarvi a superare la depressione stagionale, è importante riconoscere la possibilità e l’importanza di chiedere l’aiuto e il supporto di un professionista.

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