Quali sono le fasi del lutto?

Le fasi del lutto, o più in generale per ogni perdita che ci troviamo a vivere, richiedono del tempo per poter essere elaborati. Le domande più frequenti che ci poniamo quando viviamo il dolore legato ad una perdita importante sono: “Quando tornerò a stare bene?” “Perché passo dalla tristezza alla rabbia, e viceversa, così velocemente?”. Questo evento può causare un disturbo post traumatico da stress, e provocare diverse sintomatologie.

Psicologa e Psicoterapeuta Ribaldone AlicePsicologa e Psicoterapeuta Ribaldone Alice 02 Marzo 2021
fasi del lutto

Cosa significa “lutto”?

In psicologia, il termine “lutto” indica lo stato d’animo che si vive in seguito alla perdita di una persona cara. Questo doloroso processo psicologico può innescarsi anche nel caso di una separazione, di un abbandono o alla fine di una relazione importante, il lutto non sempre è legato alla morte vera e propria di una persona: si parla di lutto anche in conseguenza di una separazione o di un abbandono.
La fine di una relazione causa la perdita di una persona cara, anche se viva, e può influire in modo rilevante sulla nostra vita mettendo in crisi la sfera privata e professionale.

Che cos’è l’elaborazione del lutto?

L’elaborazione del lutto è il processo di rielaborazione legato alla perdita di una persona cara. Può essere molto doloroso ed è solitamente caratterizzato da sentimenti come tristezza, rabbia, colpa o senso di vuoto. Elaborare la perdita è fondamentale per poter riprendere a vivere nuovamente con serenità e per evitare che questa situazione possa cristallizzarsi e creare un trauma che può ripresentarsi nel futuro, sfociando in sintomi e disturbi.
L’elaborazione del lutto non è mai facile! Ma se conosciamo le sue diverse fasi, possiamo prendere coscienza di tutte le ripercussioni che la perdita di una persona cara può creare dentro di noi.
La presa di coscienza è fondamentale per poter superare al meglio una fase dopo l’altra.

Quali sono le principali fasi del processo di elaborazione della perdita?

Nel 1969, la psichiatra svizzera Elizabeth Kübler Ross ha elaborato una teoria sull’elaborazione del lutto, attualmente seguita dalla psicologia.
Ci sono poi numerose varianti della psicologia più moderna che cambiano il nome delle diverse fasi ma, in sostanza, le 5 fasi rappresentano un cammino ben preciso che ogni persona si trova ad affrontare dopo la perdita. Le modalità, le reazioni e i tempi di elaborazione possono ovviamente essere diverse da caso in caso. Non è definibile a priori la durata dell’intero processo perché dipende molto dalla capacità, volontà e resilienza di ogni persona. Inoltre, le fasi di elaborazione di un grande dolore non sono sempre così lineari e correlate.

Le 5 fasi del lutto:

  • Rifiuto e negazione:
    Quando affrontiamo una perdita che ci causa molto dolore il nostro organismo cerca di difenderci da una simile sofferenza, negandola. Neghiamo quindi l’accaduto a causa dello stato di shock dovuto alla perdita. Emotivamente si osserva un’assenza di reazione: la persona è consapevole di ciò che è successo ma non vuole, e non può, accettarlo.
  • Rabbia:
    Quando cominciamo a renderci conto di ciò che è accaduto, iniziamo a provare rabbia, a chiederci cosa abbiamo fatto per meritarci questa sofferenza, a sentirci arrabbiati con chi ci ha ferito e con la vita stessa. Tendiamo a dare la colpa a qualcuno perché pensiamo che la situazione sia ingiusta. Può capitare di sentirci responsabili in qualche modo perché non siamo riusciti a evitare la perdita. La fase della rabbia può essere considerata positiva perché se qualcuno scatena in noi questo sentimento, finiamo con il volerlo evitare e cercare di farlo uscire dalla nostra vita. Dobbiamo però stare attenti a non rimanere bloccati nella rabbia perché finirebbe per ritorcersi contro di noi!
  • Patteggiamento o contrattazione:
    La nostra mente per tornare a sopravvivere, in questo momento di grande dolore, inizia a patteggiare. È il momento in cui cerchiamo di capire cosa siamo in grado di fare e in quali situazioni possiamo di nuovo di investire emotivamente. Cerchiamo di riprendere il controllo della nostra vita buttandoci su altro, su nuovi progetti e nuove amicizie. La perdita tuttavia non è ancora stata elaborata e il dolore può ritornare da un momento all’altro: è il periodo degli “alti e bassi”!
  • Depressione:
    L’alternarsi di momenti di dolore e tentativi di reagire ci porta a cadere in un continuo stato di tristezza. In questa fase iniziamo a prendere atto di ciò che abbiamo perso. Il dolore fa ancora tanto male, è vivo, forte e presente. Le conseguenze sono anche a livello fisico: è possibile che compaiano mal di testa, aumento o perdita del peso corporeo, irritabilità,insonniao sonnolenza.
  • Accettazione:
    Il tempo cambia le cosee ci permette di completare il processo di elaborazione. L’ultima fase consiste nell’accettare la perdita: è l’unico modo per reagire e sentirci pronti a riprendere in mano la nostra vita. Ritorna l’interesse per le persone e i progetti e soprattutto smettiamo di colpevolizzarci! A questo punto siamo riusciti a comprendere la perdita, a voltare pagina. Ciò non significa dimenticare la persona cara o non provare più dolore; vuol dire andare avanti nonostante la sofferenza, dando un senso a quella perdita, continuando ad alternare momenti di felicità o momenti di tristezza, ma in modo sempre più tenue ogni giorno che passa.

L’unico modo per uscire da una situazione di perdita è accettarla e reagire. La cosa fondamentale di cui abbiamo bisogno è il tempo. Deve passare il tempo: il dolore non scomparirà ma si addolcirà e la vita, in un modo che oggi sembra impossibile, andrà avanti. In questo processo di elaborazione, potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo: la terapia può accompagnarci nella razionalizzazione e nell’elaborazione delle nostre emozioni e del dolore.

L’obiettivo è accettare la perdita e trovare le forze per andare avanti!

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