Quali sono le fasi del lutto?

Le fasi del lutto, o più in generale per ogni perdita che ci troviamo a vivere, richiedono del tempo per poter essere elaborati. Le domande più frequenti che ci poniamo quando viviamo il dolore legato ad una perdita importante sono: “Quando tornerò a stare bene?” “Perché passo dalla tristezza alla rabbia, e viceversa, così velocemente?”. Questo evento può causare un disturbo post traumatico da stress, e provocare diverse sintomatologie.

Psicologa e Psicoterapeuta Ribaldone AlicePsicologa e Psicoterapeuta Ribaldone Alice 02 Marzo 2021
Fasi del lutto

Quali sono le principali fasi del dolore ed elaborazione della perdita?

Nel 1969, la psichiatra svizzera Elizabeth Kübler Ross ha formulato una teoria sulle fasi di elaborazione del lutto, attualmente seguite dalla psicologia.
Ci sono poi numerose varianti della psicologia più moderna che cambiano il nome delle diverse fasi ma, in sostanza, le cinque fasi del lutto rappresentano un cammino ben preciso che ogni persona si trova ad affrontare dopo la perdita. Gli stadi del lutto, le modalità, le reazioni e i tempi di elaborazione possono ovviamente essere diverse da caso in caso. Non è definibile a priori la durata dell’intero processo perché dipende molto dalla capacità, volontà e resilienza di ogni persona. Inoltre, le fasi di elaborazione di un grande dolore non sono sempre così lineari e correlate.

Le 5 fasi del lutto:

Ma quali sono le cinque fasi del lutto, e gli stadi che una persona si trova ad affrontare dopo la perdita di una persona cara, analizziamole nel dettaglio:

Le 5 fasi del lutto
Rappresentazione delle 5 fasi del lutto: Negazione, Rabbia, Patteggiamento, Depressione e Accettazione

Fase del Rifiuto e Negazione

Quando affrontiamo una perdita che ci causa molto dolore il nostro organismo cerca di difenderci da una simile sofferenza, negandola. Neghiamo quindi l’accaduto a causa dello stato di shock dovuto alla perdita. Emotivamente si osserva un’assenza di reazione: la persona è consapevole di ciò che è successo ma non vuole, e non può, accettarlo.

Fase della Rabbia

Quando cominciamo a renderci conto di ciò che è accaduto, iniziamo a provare rabbia, a chiederci cosa abbiamo fatto per meritarci questa sofferenza, a sentirci arrabbiati con chi ci ha ferito e con la vita stessa. Tendiamo a dare la colpa a qualcuno perché pensiamo che la situazione sia ingiusta. Può capitare di sentirci responsabili in qualche modo perché non siamo riusciti a evitare la perdita. La fase della rabbia può essere considerata positiva perché se qualcuno scatena in noi questo sentimento, finiamo con il volerlo evitare e cercare di farlo uscire dalla nostra vita. Dobbiamo però stare attenti a non rimanere bloccati nella rabbia perché finirebbe per ritorcersi contro di noi!

Stadio Patteggiamento o contrattazione

La nostra mente per tornare a sopravvivere, in questo momento di grande dolore, inizia a patteggiare. È il momento in cui cerchiamo di capire cosa siamo in grado di fare e in quali situazioni possiamo di nuovo di investire emotivamente. Cerchiamo di riprendere il controllo della nostra vita buttandoci su altro, su nuovi progetti e nuove amicizie. La perdita tuttavia non è ancora stata elaborata e il dolore può ritornare da un momento all’altro: è il periodo degli “alti e bassi”!

Fase della Depressione

L’alternarsi di momenti di dolore e tentativi di reagire ci porta a cadere in un continuo stato di tristezza. In questa fase iniziamo a prendere atto di ciò che abbiamo perso. Il dolore fa ancora tanto male, è vivo, forte e presente. Le conseguenze sono anche a livello fisico: è possibile che compaiano mal di testa, aumento o perdita del peso corporeo, irritabilità, insonnia o sonnolenza.

Fase dell’accettazione

Il tempo cambia le cose ci permette di completare il processo di elaborazione. L’ultima fase consiste nell’accettare la perdita: è l’unico modo per reagire e sentirci pronti a riprendere in mano la nostra vita. Ritorna l’interesse per le persone e i progetti e soprattutto smettiamo di colpevolizzarci! A questo punto siamo riusciti a comprendere la perdita, a voltare pagina. Ciò non significa dimenticare la persona cara o non provare più dolore; vuol dire andare avanti nonostante la sofferenza, dando un senso a quella perdita, continuando ad alternare momenti di felicità o momenti di tristezza, ma in modo sempre più tenue ogni giorno che passa.

Che cos’è l’elaborazione del lutto?

L’elaborazione del lutto è il processo di rielaborazione legato alla perdita di una persona cara. Può essere molto doloroso ed è solitamente caratterizzato da sentimenti come tristezza, rabbia, colpa o senso di vuoto. Elaborare la perdita è fondamentale per poter riprendere a vivere nuovamente con serenità e per evitare che questa situazione possa cristallizzarsi e creare un trauma che può ripresentarsi nel futuro, sfociando in sintomi e disturbi.
L’elaborazione del lutto non è mai facile! Ma se conosciamo le sue diverse fasi, possiamo prendere coscienza di tutte le ripercussioni che la perdita di una persona cara può creare dentro di noi.

La presa di coscienza è fondamentale per poter superare al meglio una fase dopo l’altra.

Cos’è il lutto in psicologia?

In psicologia, il termine “lutto” indica lo stato d’animo che si vive in seguito alla perdita di una persona cara. Questo doloroso processo psicologico può innescarsi anche nel caso di una separazione, di un abbandono o alla fine di una relazione importante, il lutto non sempre è legato alla morte vera e propria di una persona: si parla di lutto anche in conseguenza di una separazione o di un abbandono.
La fine di una relazione causa la perdita di una persona cara, anche se viva, e può influire in modo rilevante sulla nostra vita mettendo in crisi la sfera privata e professionale.

Come superare un lutto

L’unico modo per uscire da una situazione di perdita è accettarla e reagire. La cosa fondamentale di cui abbiamo bisogno è il tempo. Deve passare il tempo: il dolore non scomparirà ma si addolcirà e la vita, in un modo che oggi sembra impossibile, andrà avanti. In questo processo di elaborazione, potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo: la terapia può accompagnarci nella razionalizzazione e nell’elaborazione delle nostre emozioni e del dolore.

L’obiettivo è accettare la perdita e trovare le forze per andare avanti!

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