I disturbi di personalità

I disturbi di personalità sono delle modalità di percezione, reazione e relazione talmente pronunciate, persistenti, rigide e quindi disadattive da causare un disagio significativo e da compromettere il funzionamento lavorativo e/o interpersonale alla persona che ne soffre ed in coloro che le circondano.

Disturbo di personalità
  • Auto-identità: la persona che soffre di disturbo di personalità può presentare un’immagine di sé instabile (ad esempio oscillando tra il vedere se stessa come buona o come crudele) oppure una incoerenza nei valori, negli obiettivi, e nell’aspetto (ad esempio mostrandosi profondamente religiosa in chiesa, ma altrove irriverente ed irrispettosa).
  • Funzionamento interpersonale: la persona che soffre di disturbo di personalità fatica o fallisce sistematicamente nello sviluppo o nel mantenimento di relazioni strette oppure manifesta insensibilità nei confronti degli altri (ad esempio non riuscendo ad empatizzare con le altre persone).

Disturbi di personalità i sintomi

I sintomi dei disturbi di personalità si manifestano in maniera molto varia.
Gli individui con disturbi di personalità spesso sembrano incoerenti, confusi, sono frustranti per le persone che li circondano e possono avere difficoltà a conoscere i confini tra loro stesse e gli altri. La loro autostima può essere eccessivamente elevata o bassa. Possono rivestire ruoli genitoriali incoerenti, distaccati, iper-emotivi, abusanti o irresponsabili, che possono comportare lo sviluppo di problemi fisici e mentali nel coniuge e nei figli.

Disturbi di personalità cluster: La classificazione dei 3 gruppi

Il DSM-5 ha individuato 10 tipologie di disturbi di personalità che ha raggruppato in 3 differenti gruppi (chiamati “cluster”) sulla base di caratteristiche simili:

Cluster A

Caratterizzato dall’apparire strano o eccentrico; comprende i disturbi di personalità:

  • Paranoide: caratterizzato da diffidenza e sospettosità
  • Schizoide: caratterizzato da disinteresse negli altri
  • Schizotipico: caratterizzato da idee e comportamento eccentrici

Cluster B

Caratterizzato da comportamenti drammatici, emotivi o stravaganti;comprende i disturbi di personalità:

  • Antisociale: caratterizzato da irresponsabilità sociale, disprezzo per gli altri, inganno e manipolazione degli altri per guadagno personale
  • Borderline: caratterizzato da intolleranza allo stare soli e disregolazione emozionale
  • Istrionico: caratterizzato da ricerca di attenzioni
  • Narcisistico: caratterizzato da una sottostante autostima disregolata e fragile contrapposta ad una grandiosità palese

Cluster C

Caratterizzato da comportamenti ansiosi o paurosi; comprende i disturbi di personalità:

  • Evitante: caratterizzato da evitamento del contatto interpersonale dovuto a rifiuto di sensibilità
  • Dipendente: caratterizzato da arrendevolezza e necessità di essere accudito
  • Ossessivo-compulsivo: caratterizzato da perfezionismo, rigidità ed ostinazione.

I disturbi di personalità solitamente iniziano a manifestarsi durante la tarda adolescenza o all’inizio dell’età adulta, anche se a volte i primi sintomi possono manifestarsi durante l’infanzia.

Cause dei disturbi di personalità

Si ritiene che i disturbi di personalità siano causati da una combinazione di fattori genetici e ambientali.
Gradualmente molti tendono a diventare meno gravi con l’età, ma alcuni tratti possono persistere in un certo grado dopo che i sintomi acuti che hanno portato alla diagnosi del disturbo si riducono.
Per la maggior parte dei disturbi di personalità, i livelli di ereditabilità sono circa il 50%, percentuale simile o superiore a quella di molti altri disturbi psichiatrici maggiori. Questo grado di ereditabilità è in contrasto con l’ipotesi comune che i disturbi di personalità siano difetti di carattere causati principalmente da un ambiente ostile.

Come si curano i disturbi di personalità

Il trattamento dei disturbi di personalità prevede l’utilizzo di terapie psicosociali e talvolta di terapie farmacologiche (che possono risultare efficaci su sintomi specifici correlati al disturbo, come la depressione o l’ansia) dopo che il disturbo è stato diagnosticato attraverso una valutazione cognitiva, affettiva, interpersonale e delle attitudini comportamentali utilizzando criteri diagnostici specifici.

La diagnosi di un disturbo di personalità viene fatta sulla base della presenza di:

  • Un modello permanente, inflessibile, pervasivo di modalità disadattive che coinvolgono almeno due sfere di vita (cognitiva, affettiva, sociale e controllo degli impulsi) della persona;
  • Una significativa sofferenza o compromissione del funzionamento dovuta alla modalità disadattiva;
  • Stabilità e insorgenza precoce (fatta risalire almeno all’adolescenza o alla prima età adulta) della modalità disadattiva.

Le persone con disturbi di personalità possono non riconoscere di avere un problema e solitamente richiedono aiuto poiché soffrono per le conseguenze dei loro comportamenti socialmente disadattivi, piuttosto che per il disagio associato ai loro pensieri e sentimenti. Per questo motivo, il terapeuta deve prima di tutto aiutare il paziente a capire che il suo tratto di personalità è la radice del problema e può avere bisogno di ottenere informazioni relative alla sua storia clinica da terapeuti, medici o professionisti precedenti, familiari, amici o persone che sono entrate in contatto con loro.

Il trattamento di riferimento per i disturbi di personalità è la psicoterapia, sia la psicoterapia individuale sia quella di gruppo.
In generale, la psicoterapia per i disturbi di personalità lavora su:

  • Diminuire il disagio personale
  • Consentire ai pazienti di capire che i loro problemi sono intrinseci a loro stessi
  • Ridurre in modo significativo i comportamenti disadattivi e socialmente sgraditi
  • Modificare i tratti di personalità problematici.

Punti chiave sui disturbi di personalità:

  • Implicano tratti di personalità rigidi, disadattivi e talmente pronunciati da causare un significativo stress e la compromissione del funzionamento lavorativo e/o interpersonale
  • Sono spesso resistenti al cambiamento, ma molti gradualmente diventano meno gravi nel corso del tempo
  • Alcuni sintomi specifici, e spesso solo in alcuni casi, possono essere tenuti sotto controllo con l’aiuto dei farmaci, ad esempio per controllare l’ansia, le esplosioni di rabbia e la depressione
  • Il trattamento principale è la terapia psicosociale
  • Il trattamento è efficace solo dopo che il paziente acquisisce la consapevolezza che i suoi problemi sono intrinseci e non causati solo dall’ambiente esterno

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