Interruzione volontaria di gravidanza e sostegno psicologico

L’interruzione volontaria di gravidanza (indicata con la sigla IVG), conosciuta anche come aborto volontario, consiste in una procedura medica (che può essere farmacologica o chirurgica) per interrompere una gravidanza in corso, un aborto provocato.

Psicologa e Psicoterapeuta Ribaldone AlicePsicologa e Psicoterapeuta Ribaldone Alice 11 Agosto 2022
Interruzione di gravidanza

In Italia l’aborto volontario è regolamentato dal 1978 dalla Legge 194/78, che descrive e definisce le modalità per richiedere l’interruzione, le procedure da seguire e i limiti da rispettare. Una donna può richiedere volontariamente di interrompere una gravidanza entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari. Trascorsi questi giorni, l’interruzione può avvenire solo in caso di reali e gravi rischi per la salute psicofisica o per la vita della donna. In questi casi, tuttavia, l’aborto perde le caratteristiche dell’atto spontaneo per diventare “necessario”, per cui si parla più correttamente di aborto terapeutico.

Interruzione gravidanza sintomi: la perdita e il lutto

Anche se l’interruzione di gravidanza è frutto di una scelta volontaria da parte della donna e per questo prevede una responsabilità consapevole (a differenza dell’aborto spontaneo che è un evento non controllabile ed improvviso) questo non significa che non possa avere un significativo impatto sulla vita della donna stessa e avere conseguenze sulla sua sfera psicologica, emotiva e sociale. Si potrebbe pensare, infatti, che essere consapevoli della propria decisione non provochi una grande ferita. Dopotutto si tratta di un’esperienza legata alla perdita e al lutto. La decisione di ricorrere all’aborto ivg può portare la donna a provare sentimenti ed emozioni contrastanti e può sperimentare alterazioni dell’umore, come la depressione post ivg. L’interruzione di gravidanza può provocare anche conseguenze fisiche (Ivg conseguenze fisiche), legate sia alla procedura medica per interrompere la gravidanza sia sensazioni fisiche legate al dolore della perdita, come male al petto, difficoltà nel respirare, debolezza e mancanza di energie, sonnolenza e mal di testa.
Oltre alle emozioni legate al lutto, la donna spesso si trova ad affrontare i sensi di colpa e il giudizio delle altre persone. Possono emergere anche crisi all’interno della coppia, se la decisione non fosse completamente condivisa, o scatenare conflitti all’interno della famiglia, rendendo l’elaborazione della perdita ancora più complessa.

Sostegno psicologico pre IVG

Psicologia e gravidanza sono molto legate perché le implicazioni psicologiche in gravidanza sono numerose. Il sostegno psicologico è uno strumento molto importante, sia prima che dopo le interruzioni di gravidanza volontaria, per supportare la donna ad affrontare questa decisione, per lavorare sulla consapevolezza delle conseguenze della scelta di interrompere la gravidanza e per elaborare le emozioni connesse alla perdita. Infatti, trattandosi di una perdita, è necessario che la donna e chi le è più vicino (un compagno ad esempio) possano elaborare questo lutto aborto, attraversando le 5 fasi di elaborazione del lutto, di cui abbiamo parlato in un altro articolo.
La donna che si presenta da uno psicologo nel momento in cui deve prendere questa decisione deve sentirsi supportata in ognuna delle sue scelte. Lo scopo del sostegno psicologico è accompagnare la donna ad essere sicura dei motivi che l’hanno spinta a prendere la decisione di interrompere la gravidanza, esplorare eventuali altri traumi in gravidanza e i sintomi interruzione gravidanza e, successivamente, sostenerla nell’elaborazione del lutto, andando anche ad esplorare gli eventuali pensieri disfunzionali relativi a questa scelta, che possono essere legati al senso di colpa per la decisione presa. Passo fondamentale per elaborare la perdita è accettare l’esperienza vissuta, accogliere e vivere la sofferenza che ne deriva. Il passo successivo sarà cercare di colmare il senso di vuoto che inevitabilmente si sarà creato. A volte anche la partecipazione a dei gruppi di supporto può aiutare la donna ad affrontare questo momento di sofferenza. Il gruppo, infatti, permette di veicolare significati ed emozioni importanti che sono soprattutto condivisi da altre donne; permette, quindi, di sentirsi meno sole e meno “sbagliate” o “cattive” per la scelta fatta.

La Sindrome Post-Abortiva (SPA)

Ricorrere ad un aiuto psicologico può essere molto importante anche per scongiurare il peggioramento delle condizioni psicologiche e l’eventuale manifestazione di veri e propri disturbi psichiatrici che andrebbero ad influire significativamente e negativamente sulla qualità della vita della paziente.
L’interruzione di gravidanza anche se volontaria si caratterizza come un evento traumatico che può avere, in alcuni casi, gravi ripercussioni sulla salute mentale della donna sia nel breve che nel lungo termine. Oltre a stati emotivi legati alla perdita gravidanza come tristezza, rabbia, senso di colpa ed ansia, possono manifestarsi dei veri e propri disturbi.
Uno di questi quadri nosologici è la Sindrome post-abortiva (abbreviata con l’acronimo SPA). Questo disturbo psicologico si riferisce ad una serie di disagi che possono insorgere come conseguenza del trauma post aborto, subito dopo l’interruzione della gravidanza oppure dopo anni, rimanendo quindi latente, nascosta per molto tempo. Per questo motivo questa sindrome post aborto può essere considerata una sottospecie di disturbo post-traumatico da stress, essendo l’IVG un evento traumatico in grado di generare un significativo stress e una marcata sofferenza.

I sintomi della SPA

I sintomi della SPA sono numerosi e possono riguardare diverse aree del funzionamento della donna. I principali sintomi comprendono:

  • disturbi della sfera emotiva (in particolare ansia, fobie e depressione)
  • disturbi della relazione affettiva e della sfera sessuale
  • disturbi del pensiero
  • disturbi dell’alimentazione
  • disturbi neurovegetativi
  • disturbi del sonno
  • flashback dell’aborto

I sintomi che fanno rientrare la sindrome post-abortiva all’interno della categoria dei disturbi post traumatici da stress sono principalmente tre:

  1. Pensieri intrusivi e ricorrenti rispetto all’evento, connessi in particolare alla percezione dell’aborto come l’uccisione volontaria di un bambino non ancora nato, quindi legati al senso di colpa e alla sensazione di essere sopravvissuti;
  2. Continui flashback dell’interruzione di gravidanza;
  3. Evitamento delle situazioni che possano riportare alla memoria i ricordi legati all’aborto.

Fattori scatenanti della sindrome

I fattori scatenanti questa sindrome, in particolare dopo diversi anni dell’evento, possono essere l’anniversario dell’interruzione o la presunta data di nascita. Anche una nuova gravidanza o l’idea di intraprendere una nuova gravidanza dopo aborto (o gravidanza dopo ivg) possono riaccendere la sofferenza legata alla perdita e andare a riaprire vecchie ferite, non perfettamente guarite.
I fattori di rischio che aumentano la possibilità di sviluppare una sindrome post traumatica da stress legata all’interruzione volontaria di gravidanza possono essere lo scarso sostegno sociale e familiare intorno alla donna, la pressione e il giudizio di un compagno, di un marito o della famiglia rispetto all’aborto e la mancata elaborazione di emozioni legate alla perdita e al lutto come rabbia, sensi di colpa e vergogna.

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